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[L'ortoressia nervosa in un campione di popolazione universitaria italiana].

Research paper by Liliana L Dell'Osso, Marianna M Abelli, Barbara B Carpita, Gabriele G Massimetti, Stefano S Pini, Luigi L Rivetti, Federica F Gorrasi, Rosalba R Tognetti, Valdo V Ricca, Claudia C Carmassi

Indexed on: 22 Nov '16Published on: 22 Nov '16Published in: Rivista di psichiatria



Abstract

RIASSUNTO. Scopo. Valutare la frequenza e le caratteristiche dei comportamenti ortoressici in una vasta popolazione universitaria. Metodi. Un totale di 2826 individui hanno volontariamente completato in forma anonima l'ORTO-15 presente online, questionario autosomministrabile disegnato e validato con lo scopo di valutare la sintomatologia ortoressica. Come già fatto in studi precedenti, un punteggio totale all'ORTO-15 inferiore a 35 è stato utilizzato come soglia ottimale per evidenziare una tendenza per l'ortoressia nervosa. Inoltre, è stata anche usata una scheda specifica per raccogliere le variabili socio-demografiche. Risultati. Sono stati valutati, nel complesso, 2130 studenti e 696 dipendenti universitari appartenenti all'Università di Pisa. I sintomi ortoressici si sono presentati con una frequenza del 32,7%. Le femmine presentavano una percentuale significativamente maggiore di punteggi sopra-soglia all'ORTO-15, un BMI minore, una maggiore presenza di condizione "sottopeso" e di stile di alimentazione vegano/vegetariano rispetto ai maschi. Discussione. L'ortoressia nervosa, definita come una "fissazione per il mangiare sano", non è inclusa formalmente nel DSM-5. L'emergere di questa condizione come un nuovo possibile prodromo di una sindrome psicologica è stato recentemente enfatizzato dal numero sempre crescente di articoli scientifici. Dal nostro campione di popolazione universitaria emerge che l'essere vegetariani o vegani, la condizione sottopeso, l'appartenere al sesso femminile, l'essere studenti e interessati al presente studio sia significativamente predittivo di un'inclinazione verso l'ortoressia. Conclusioni. I nostri dati contribuiscono a definire la nuova concettualizzazione dell'ortoressia nervosa. Saranno necessari sicuramente altri studi per esplorare i confine diagnostici di questa sindrome, il suo decorso, "l'outcome" e le possibili implicazioni cliniche.