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L'influenza sulla tiroide di una dieta timica prolungata (Ricerche sul ratto albino adulto)

Research paper by Giuseppe Attardi

Indexed on: 01 Jan '53Published on: 01 Jan '53Published in: Cell and Tissue Research



Abstract

E' stata studiata l'influenza, sulla tiroide di ratti albini adulti, di una dieta timica esclusiva. Le ricerche, eseguite in due tempi, sono state condotte su un complesso di 26 animali: di questi, 17 sono stati sottoposti alla dieta sperimentale per periodi vari da 6 a 132 giorni; 9 invece sono stati mantenuti nello stesso tempo, a scopo di controllo, ad una dieta standard, ben equilibrata nei suoi componenti.Gli animali hanno dimostrato in complesso una buona tolleranza per la dieta timica, presentando una chiara tendenza ad aumentare il proprio peso nell'esperimento estivo, e mantenendo l'equilibrio ponderale in quello invernale.Le tiroidi degli animali sottoposti a dieta timica si presentavano, alla dissezione, ingrossate ed iperemiche. Negli animali tenuti in esperimento in inverno, il peso assoluto della ghiandola è risultato aumentato in media di più del 50% rispetto ai controlli; ancora maggiore, e dell'ordine di circa il 70%, è stato l'aumento del peso della tiroide per 100 gr. di peso corporeo dell'animale.Nei ratti sottoposti ad alimentazione timica in estate, lo studio istologico della tiroide ha rivelato segni di stimolazione funzionale, con prevalenza di fenomeni secretori, accompagnati da manifestazioni caratteristiche di attività proliferativa, sia amitotica che mitotica.Nei ratti sperimentali del gruppo invernale, la tiroide ha presentato, nei primi giorni, fenomeni d'ipersecrezione colloide, cui è seguito rapidamente un riassorbimento del prodotto immagazzinato; contemporaneamente a questo riassorbimento, si sono riscontrati, da un lato, fenomeni d'iperplasia dell'epitelio follicolare e di quello interstiziale, dall'altro, fatti regressivi e desquamativi a carico di altre porzioni della ghiandola. Nei casi più tipici, si è osservato un totale rimaneggiamento della tiroide, con degenerazione massiva d'intere porzioni ghiandolari ed intensi fatti neoformativi in altre zone. La reazione proliferativodesquamativa è apparsa attenuata in due ratti tenuti a dieta timica per 4 mesi.Nella tiroide di molti ratti alimentati con timo, specie per periodi prolungati, si è riscontrata la presenza, nelle cellule follicolari ed interstiziali, di un pigmento giallo, probabilmente da usura.Appare verosimile che l'azione stimolatrice ed iperplasizzante della dieta timica sia da attribuire alla ricchezza in composti nucleoproteici.